Sull’ego e come (non) ucciderlo.

Molti maestri inneggiano alla morte dell’ego. Pratiche, piante maestre, apprendistati, tutti volti a uccidere l’ego e a praticare l’umiltà . Io stessa vengo da un apprendistato durissimo da sopravvivere per l’ amato ego. Inginocchiarsi ad ogni porta, mangiare sul pavimento con i cani, il voto di silenzio, di celibato, i taboo alimentari, la disciplina, il sacrificio e piu’…
E’ vero: l’ego deve lasciare spazio allo spirito altrimenti non avviene la guarigione, la magia, la trance, l’ecstasy. I messaggi dello spirito non si sentono, le voci troppo deboli, il flusso bloccato. Ma poi deve tornare l’ego, inesorabilmente, magari più’ docile ma dobbiamo tenercelo.
Chi ha ucciso l’ego alzi la mano. Nessuno, altrimenti sareste morti. O Santi.
Chi crede di aver ucciso l’ ego, vive nell’illusione. Ego si nasconde placido e sornione pronto ad affondare al momento giusto. Ego ci tiene vivi. Fa parte di noi esseri umani e credo sia un potente strumento. Se ammaestrato.
Nel mio lavoro di sangoma ho visto quanto l’ego sia una parte di me che se ne andrà solo con la morte. In ogni sciamano o guaritore che ho conosciuto ho visto l’ego, magari rabbonito e amico, ma vivo.
Nel momento in cui combattiamo contro un nemico, esso si fa sempre più’ forte: gli diamo valore e importanza. La stessa cosa avviene quando rifiutiamo di vedere o escludiamo l’ego: esso si fa sempre più’ forte e vuole essere visto e riconosciuto in tutti i modi e nelle sue mille manifestazioni, come un bambino monello che vuole attenzioni.
L’unico modo e’ guardarlo dritto negli occhi. Provare a salire su questo cavallo selvaggio. Accettarlo, abbracciarlo, farselo amico, guardarlo quando soffre . Guardarlo quando si inalbera lanciando allarmi e facendo il finimondo pauroso di perdere il controllo o la liberta’.
Il lato oscuro di cui tutti parlano , il diavolo…. non viene da fuori, ma da dentro. Il lato nostro oscuro si manifesta nel mondo.
Quindi….Guardiamolo negli occhi questo cavallo selvaggio, accettiamolo, saltiamogli in groppa, mettiamogli le briglie e impariamo a cavalcare veloci insieme.
E POI….
Rimaniamo in sella, In equilibrio, ogni giorno….

 

RISPONDI ALLA TUA CHIAMATA!

Io sono stata chiamata a gran voce dagli Antenati e ho risposto mettendomi al  servizio. Rispondere alla chiamata dell’anima, qualunque essa sia, significa mettersi  al servizio del bene più grande, significa trascendere ciò che credi di essere e  ricordarti davvero chi sei.

É una strada di devozione, presenza e meraviglia che ti accompagna verso l’apertura del cuore e la manifestazione della tua missione in questa vita.

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