A mio parere lo ” sciamanesimo ” di per se’ non esiste. Quando se ne parla ormai si può pensare a tutto, e’ un po’ come un supermercato: trovi lo scaffale sciamanesimo nella corsia spiritualità. Tra poco inventeranno anche lo sciamanesimo enogastronomico, non mi stupirei.
Mangerete in cerimonia cavallette della sacra tradizione PincoPallo accompagnate da latte di porco consacrato. Ormai puo’ essere tutto.
Anche perche’ oramai c’e’ davvero molta creatività. Operatori olistici hanno studiato sciamanesimo facendo ben oltre dieci incontri di formazione. E son subito tutti sciamani pronti a guidarti in potentissimi viaggi per trovare l’animale di potere nascosto nelle tue fantasie immaginative, mentre il mondo cade in pezzi e quasi sbarcano gli alieni nel caos generale.

Nella storia delle religioni, in antropologia culturale e in etnologia, si chiama sciamanesimo un insieme di conoscenze, credenze, pratiche religiose, tecniche magico-rituali, estatiche ed etnomediche riscontrabili in varie culture e tradizioni. E’ chiaro che le culture e le tradizioni sono dei popoli da cui provengono e stanno bene la’. E’ Il mito del buon selvaggio che ci rovina: “Loro si che sono connessi alla vita e alla natura, a dio”… quante banalita’.
Io ho trovato persone indigene connesse al divino e la maggior parte totalmente disconnesse, proprio come qui da noi.

Poi la parola sciamanesimo ha un’ origine specifica, quella siberiana ma per me ha assunto un significato interessante: “festival delle banalità e degli altari di tutto un po’”.

Il fatto e’ che proprio non si puo’ studiare lo sciamanesimo, neanche volendo non si puo’ “imparare” prima perché di per se’ non e’ una disciplina (!!) e poi perche’ non si puo’ studiare ma solo sudare…e’ l’arte della vita….che si impara a duri colpi, spesso in apprendistati che durano decine di anni. E’ intriso della cultura del luogo da cui proviene, della sua storia, del suo senso dell’umorismo, della sua visione della morte, dei suoi luoghi e delle sue piante.

Chiamiamo le cose con il loro nome, perdono di romanticismo ma sono molto piu’ realistiche e potenti. Chiamiamo con il loro nome i sangoma, curanderi, nagual, wicʿaša wakan, nganga e tutti gli uomini e le donne di medicina delle varie tradizioni realmente esistenti. Non idealizziamoli perche’ e’ molto pericoloso in quanto alcuni potrebbero approfittare della loro aura mistica e del loro “potere”.

Il vero cammino ” sciamanico” lo chiamerei piu’ che altro cammino spirituale ed e’ molto piu’ crudo, sporco, umile, poco romantico, insanguinato e decisamente poco piacevole. E’ un cammino radicato, concreto, con pochi volteggi. Un cammino nudo.
Questa foto all’uscita dalla capanna del sudore rappresenta bene l’essenza del cammino autentico: e’ poco romantico, e’ fragile, qualcuno muore e ci si denuda per scoprirci Vita.

E IN ULTIMO …Finalmente lo dico. Sono anni che lo penso:
Mai fidarsi degli “ sciamani “ !!

Makhosi!
Gogo Zanemvula

(foto spettacolo di Sofia di Mauro)